L’itinerario di questa escursione panoramica parte dal Santuario della Madonna del Cerro per proseguire per la rocca di Rotondo una delle più antiche del territorio costruita dal cardinale Albornoz, sulla sommità della piccola cittadina.
Dopo aver visitato il borgo proseguiremo verso il Monte Rotondo (802 mt.) non verso la cima ma costeggiando i prati, per poi proseguire per Poggio Ranco (688 mt.).
Da Poggio ci dirigeremo verso il borgo di Doglio e infine verso il villaggio minerario di Cantarino, edificato per le famiglie degli operai.
Scenderemo poi per la visita al parco archeo-minerario che ci permetterà di attraversare i luoghi e gli impianti di estrazione dello zolfo, l’oro giallo di Cabernardi. Oggi grazie ai lavori di restauro sono visitabili buona parte delle strutture fuori terra, tra cui i calcaroni, i forni Gill, la centrale a vapore, la galleria di servizio e il pozzo Donegani. La visita durerà circa un ora.
Attraversato tutto il parco ritorneremo nel paese di Cabernardi dove faremo la sosta pranzo presso il circolo Arci. Rientro per lo stesso percorso dell’andata.
Dal 1886 al 1959 Cabernardi è stato il più grande complesso di estrazione di zolfo d’Europa, con un impiego di manodopera ingente in un territorio sino ad allora agricolo, che proveniva dai paesi vicini. La società Montecatini, concessionaria della miniera, realizzò tutte le strutture necessarie al fabbisogno dei lavoratori e delle famiglie.
Nell’estate del 1952 le miniere di Cabernardi e Vallotica furono interessate da una protesta epocale contro i licenziamenti e il piano di chiusura.
Per chi è interessato ad approfondire questo grande tema di migrazioni ecco i testi consigliati, non dimenticando che il regista Gillo Pontecorvo documentò i fatti nel cortometraggio “Pane e Zolfo” del 1956, e Gianni Rodari dedicò un reportage sulle pagine di Vie Nuove ai “sepolti vivi”.
La miniera di Cabernardi. di Giusepppe Paroli e Don Mario Marcucci.
Coppi maglia gialla. di Luigi Balsamini e Graziano Ligi .Edizioni Malamente
Zolfo, Carbone e Zanzare. Migrazioni fra luoghi e culture: il caso Cabernardi negli anni Cinquanta. di Lilith Verdini edito nel 2011 dal Consiglio Regionale delle Marche.
I partecipanti all’escursione, consapevoli che l’attività svolta è per sua stessa natura pericolosa e che i rischi connessi non sono completamente eliminabili seppur con una condotta tecnicamente corretta, fanno esplicita rinuncia ad ogni azione risarcitoria nei confronti della Sezione e degli accompagnatori escludendo ogni responsabilità civile e penale per eventuali incidenti che dovessero verificarsi.