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Monte Pasubio del 01-02-03 Giugno 2018 scritto da Gialuca Cantiani

Monte Pasubio del 01-02-03 Giugno 2018

 

Forse non sarebbe necessario fare un articolo su questa escursione, riguardante “La Strada nella Roccia” detta delle 52 Gallerie nel Monte Pasubio, realizzata nell’Alto Vicentino, fra la città di Schio (VI) e le Piccole Dolomiti; in quanto le stesse immagini fotografiche, evidenziano la bellezza naturale di questi luoghi, dove si elevano grandi massicci calcari, teatro di cruenti battaglie durante la Grande Guerra del 1917.

 

Comunque, in questo articolo, non voglio evidenziare gli aspetti organizzativi e tecnici dell’escursione, in quanto facilmente reperibili in internet; ma vorrei ringraziare Matteo Renna, che ha dato una mano preziosa nell’organizzazione; oltre a tutti i partecipanti del CAI di Montefeltro, per quanto riguarda la simpatia, la pazienza, la puntualità e il sostegno, cose molte importanti in questo tipo di escursioni.

Inoltre vorrei ringraziare le guide del CAI di Arzignano, che ci hanno permesso effettuare le seguenti escursioni:

– 1° giorno: il Trek dal parcheggio Pian Delle Fugazze, verso il Rifugio Campogrosso,  per la vetta del Monte Cornetto, con ritorno per la Sella dell’Emmele, il Ponte Tibetano e Ossario del Pasubio.

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– 2° giorno: il Trek delle delle 52 Gallerie; con partenza dal Parcheggio Bocchetta di Campiglia fino al Rifugio Generale Papa; con ritorno passando per il Cogolo Alto a Cima Palon, Dente Italiano, Dente Austriaco, Ex Cimitero Brigata Liguria e Strada dei Scarubbi fino al parcheggio.

– 3° giorno: con partenza dal parcheggio Bocchetta Campiglia, per il sentiero attrezzato con la Ferrata Falcipieri detta anche “Cinque Cime”  e ritorno al Parcheggio, per la Strada dei Scarubbi.

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Invece con questo articolo mi piacerebbe evidenziare e ricordare per sempre, l’incredibile impresa, figlia della genialità e del coraggio, dei nostri militari, che in quel gelido inverno di fine Gennaio 1917 nel pieno della guerra, fronte Italo-Austriaco, hanno realizzato un’opera colossale in solo sei mesi.

Un’impresa, che forse non giustifica la vita di tante persone; ma sicuramente i militari sono stati talmente “sedotti” dall’opera proposta dal Sottotenente Cassina, da affrontare e sfidare qualsiasi avversità  con immenso orgoglio.

Senza poi considerare tutte le restanti  trincee, grotte di postazione, scavate nella roccia al confine del fronte, tra i vari combattimenti.

Avversità, che abbiamo percorso a piedi per più di 22 Km di strada mulattiera e sentieri vari, pensando solo di poter immaginare le sofferenze e il dolore, dei nostri militari Italiani, che  dalle loro postazioni di trincea riuscivano a vedere negli occhi, il nemico Austriaco.

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Oltre alle foto, un po di fatica e l’allegria del gruppo, è quanto sopra detto che deve rimanere come ricordo indelebile, impresso nei nostri cuori; cercando di divulgare ai giovani, le emozioni vissute da questa escursione.

 

Gianluca Cantiani

 

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